Comune Morsasco

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Morsasco
Comune Morsasco

via Matteotti, 10 - 15010 Morsasco (AL)
Tel. +39 (0144) 730.22
Fax: +39 (0144) 731.40
E-mail: demografici@comunemorsasco.it
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Situato in posizione panoramica, a metà strada tra Ovada ed Acqui Terme, sorge attorno al suo castello Pallavicino, già dei Malaspina, edificato in età medievale a cui si accede attraverso uno stretto e ripido viottolo che conduce ad una bella piazza su cui si affaccia la chiesa parrocchiale, la Torre dell’orologio e la casa detta “Del Boia”. Sopra la porta che conduce al castello, si può notare un bel campanile con orologio del 1697. Intorno si gode di una suggestiva vista di colline, vigneti e graziose chiesette campestri.

Origine del nome - Il nome è attestato per la prima volta nel 1228 con la forma di “Mirasaschus”, il cui etimo è rintracciabile nel nome personale MAURICIUS. La presenza della “i” nella sillaba iniziale è giustificata dalla consuetudine locale che trasforma in questa vocale la “ü” presente nel dialetto piemontese. Una variante è “Mursascus”, risalente al 1368 e mostrante la caduta dell’atona protonica. Il suffisso è quello di -ASCO, di origine ligure.

Nella preistoria il territorio di Morsasco fu abitato dai Liguri Stazielli. Furono sottomessi dai Romani dopo una lunga e sanguinosa guerra nel 172 A.C. Con la caduta dell'Impero Romano, le nostre terre subirono l'onta delle invasioni barbariche: passarono, o meglio "calpestarono" la nostra regione i Goti, i Visigoti, gli Ostrogoti, gli Unni, i Burgundi, i Longobardi ed i Franchi, antenati di quelle truppe spagnole, francesi e tedesche che nei secoli successivi percorsero il nostro paese.

Le prime notizie certe di Morsasco risalgono al 1224 e precisamente alla donazione da parte dei Marchesi del Bosco, unitamente ad altri territori monferrini, alla Repubblica di Genova. Morsasco passò quindi dai Marchesi del Bosco ai Malaspina di Cremolino. Violante Malaspina, figlia ed erede dell'ultimo marchese nel 1530 portò in dote Morsasco al marito, il conte Gio. Batta Lodron, un colonnello dell'imperatore Carlo V di origine trentina.
I conti di Lodrone tennero il feudo sino al 1599 quando, estintasi la linea maschile, lo stesso tornò alla Camera Ducale.
Vincenzo I Gonzaga, Duca del Monferrato, vendette a Barnaba Centurione Scotto di Genova il feudo di Morsasco il 21 di luglio 1599 con il titolo Marchionale.
Il nostro paese seguì il destino del Monferrato sino all'avvento dei Savoia nel 1708, entrando a far parte del Regno di Sardegna prima, quella del Regno d'Italia poi, ed infine quella della Repubblica Italiana sino ai giorni nostri.

Superata la soglia del castello, si sale seguendo il vicolo in pietra fino ad incontrare la Chiesa Parrocchiale cinquecentesca dedicata a San Bartolomeo che presenta all’interno affreschi del pittore Pietro Ivaldi detto il muto.
Il Castello, superbo maniero posto in posizione dominante sulla Val Bormida, si erge maestoso sulle case dell’antico ricetto a cui si accede passando attraverso un’alta porta, ricavata alla base della torre campanaria che presenta ancora le tracce del ponte levatoio.

Il castello, citato dal XIII secolo, appartenne ai Del Bosco, ai Malaspina, ai Lodron, ai Gonzaga, ai Centurione Scotto e ai Pallavicino. Nel corso dei secoli ha perso le caratteristiche militari dei primordi, e si presenta, oggi, come una dimora signorile dai grandi saloni e dalle piacevoli sale, frutto dell’ampliamento settecentesco. Di grande bellezza è il camino in pietra del Salone Nuovo, fatto realizzare dai Lodron a inizio del ‘500 e la galleria del gioco della Pallacorda (inizio ‘700). La cappella interna, costruita dove un tempo era il pozzo del cortile interno, è dei primi anni del ‘700 ed è dedicata a Santa Caterina da Siena.
La Chiesa di San Vito posta leggermente al di fuori del centro abitato, é il più vetusto edificio presente sul territorio; presenta una bellissima abside semicircolare.
Da visitare anche la grande panchina Big Bench*color blu situata a Cascina Brichetto.

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