Comune Prasco

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Prasco
Comune Prasco

via Roma, 2 - 15010 Prasco (AL)
Tel. +39 (0144) 375.703
Fax: +39 (0144) 375.703
E-mail: info@comune.prasco.al.it
http://www.comune.prasco.al.it

Prasco è un paese diviso in due borgate, Prasco Stazione e Prasco centro che sì è sviluppato sulla collina.

La prima attestazione risale al X secolo, quando i marchesi di Occimiano la donarono agli alessandrini. Nel XIII secolo, le monache cistercensi di Satronorio fondarono un piccolo monastero a ospizio. Nel corso dei secoli, il paese passò sotto il dominio di varie famiglie nobiliari, tra cui i Malaspina, De Regibus, Spinola e Piuma, che attualmente sono ancora proprietari del castello con il cognome Gallesio-Piuma, ottimo esempio di casa fortezza.
Nel paese si trovano numerose chiese da visitare, tra cui l'antico castello risalente al XVI secolo, l'oratorio di San Giovanni Battista, la parrocchiale romanica dei Santi Nazario e Celso.

I primi ricordi storici di Prasco pare risalgano al X secolo d.C. Gli studiosi di toponomastica monferrina non sono però d’accordo nel1’attribuire a questo paese il nome con cui veniva identificato. In ordine cronologico le varianti prese in considerazione sono le seguenti:
1. Pradascum e Pradasco.‘ attestato in atti del 991 e cioè nella Charta di fondazione e donazione dell’Abbazia di San Quintino come nel breve di papa Adriano VI dell’anno 1155. Dal latino pratascum originato dalla voce pratum o dialettale pradum erre fa pensare a luogo di prati o pratili cioè praterie.
2. Predasco come da una carta del X secolo e come risulta nell’atto con il quale i Marchesi di Occimiano donarono il feudo di Prasco agli Alessandrini ne1 1198 e da un documento con il quale Guglielmo II di Monferrato investì le monache Cistercensi di Latronorio della Chiesa di S. Maria “De Praedalibus” nel 1249. Nei documenti (manoscritti e s stampa d’epoca) conservati nell’archivio Gallesio- Piuma il termine ricorrente è Predascho.
3. Petrascum come risulta nel testamento dell’Arciprete di Prasco don Bartolomeo Remuschio (1694). Anche nella R. Patente con la quale Vittorio Amedeo concedette l’infeudazione a Ferdinando Piuma si legge “nel luogo di Prasco o sia Pedrasco”. Attilio Zuccagni-Orlandini nel suo Dizionario Topografico dei Comuni scrive: Prasco, già luogo fortificato, anticamente era chiamato Pedrasco e trovasi ricordato in una carta del secolo X. Nelle carte medievali compare il terrine Pedrascum, ricondotto a Perascum per Petrascum (da petrus) come riferimento alia natura rocciosa del terreno sul quale sorge il paese.
Ulteriori informazioni disponibili sul sito del Comune https://www.comune.prasco.al.it/Guidaalpaese?IDPagina=43712&IDCat=6822
(immagine estratta dal sito web del comune)

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