Comune Montegioco

Informazioni utili per il soggiorno

Montegioco
Comune Montegioco

Frazione Palazzo, 20 - 15050 Montegioco (AL)
Tel. +39 (0131) 875.132
Fax: +39 (0131) 875.132
E-mail: info@comune.montegioco.al.it
http://www.comune.montegioco.al.it

Montegioco, Monte del Gioco, Monte di Giove, Monte del Giogo? Niente affatto; Montegioco significa Monticello. Difatti il paesello è sopra un monticello conico colla vetta smozzata. Un antico cimitero era in cornu evangeli: ne fu costruito un altro dietro la chiesa; nel 1927 fu costruito il presente; fu scelta quella località onde impedire che si portasse la parrocchia in basso. Nel 1600 tutti i cadaveri erano sepolti in chiesa. Nel 1700 quasi tutti nel cimitero. La parrocchia nel 1682 era così composta: a Montegioco fuochi 18, a Segaglíate fuochi 20, al Palazzo Busseti fuochi l3, al Pragasso fuochi l. A Montegioco si festeggia San Fortunato perché una volta si sviluppò un furioso incendio che non potevasi spegnere per mancanza d’acqua: la popolazione pregò San Fortunato e subito scese una pioggia torrenziale che spense il fuoco. La parrocchia di Montegioco è una delle poche che lodevolmente abbiano conservato il titolo di prioria. Come per altri luoghi così era aumentata la popolazione in basso, e per la cura spirituale di essa da una ventina d’anni vi costruì una nuova chiesa da Mons. Melchiorri fu dichiarata curazia. Il paesello era ed è su un monticello conico dalla vetta smorzata ed apparteneva al distretto di Tortona. Fu coinvolta nelle lotte tra Guelfi e ghibellini e nel 1305 fu consegnata ai della Torre. Nel secolo successivo, passato a far parte del feudo di Garbagna, Montegioco fu terra imperiale sotto i Doria, ma poco dopo, insieme con Cerreto Grue, sborsando alla Camera ducale la somma di £. 2700, si rendense da ogni vassallaggio feudale. Essa si mantenne in tale stato di libertà sino al 1647, quando avendo rinunciato alla sua invidiabile prerogativa, fu venduta ai fratelli Biagio Gaetano e Carlo Alessandro Busseti, che ne furono investiti il 22 settembre 1689, entrando a far parte del marchesato di Avolasca sino all’estinzione della feudalità.

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