Comune Borgo San Martino

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Borgo San Martino
Comune Borgo San Martino

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Borgo San Martino, a differenza di altri villaggi che ebbero una infanzia più o meno lunga, nacque adulto.
Di esso, attraverso l’atto di nascita rogato in Chivasso dal notaio Ruffinus de Brandoleno, si conoscono la data di fondazione, il 20 novembre del 1278, e il nome del fondatore, il marchese di Monferrato l’aleramico Guglielmo VII detto il Grande.
Ma non nacque dal nulla: la prima comunità, per disposizione dello stesso fondatore, doveva essere costituita e formata dagli abitanti e dal territorio già appartenenti alla villa di “Sarmazia“, con la disponibilità ad ospitare anche gli abitanti di Villa Moneta.
Sembra fondato ritenere che il nome della preesistente ed ormai scomparsa Villa Sarmazia discendesse da uno degli antichi insediamenti di Sàrmati, installatisi in territorio dell’Impero romano nel corso del IV secolo d.C. Di essa, non si hanno però notizie anteriori all’anno 988 ed esse non sono tali da poter stabilire a quale precisa epoca risalisse la sua nascita. Numerose sono invece le testimonianze del tempo successivo, in cui il toponimo assume via via le forme di Sarmaza (anni 988, 999, 1027, 1143, 1164, 1184, 1185, 1198 e principio sec.XIII), Sarmassa (1041), Sermacya (1159), Sarmatia (1159, 1210, 1231, 1278), Farmacia (1193, 1202, 1211, 1223, 1231, 1311), Sermacia (1220, 1233, 1240, 1278).
La comunità di Sarmazia, che aveva già una propria chiesa dedicata ai Santi Quirico e Giulitta , martiri in Tarso nel 304 d.C., spostandosi nella nuova località, trasferì anche il titolo dei suoi antichi Patroni nella nuova chiesa parrocchiale, sollecitamente eretta in stile romanico-gotico in quel fine secolo XIII; anche la nuova Parrocchia (come la precedente, forse già dal 1014), continuò ad appartenere alla giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Pavia, in cui rimase incardinata fino al 1805, per passare quindi ad Alessandria e definitivamente nel 1806 alla Diocesi di Casale S. Evasio (oggi Casale Monferrato).
Al nuovo centro, che doveva sorgere presso la grangia San Martino, proprietà della abbazia di Lucedio, l’atto costitutivo assegnava il nome di Villa San Martino, ma imponeva anche l’obbligo di munirlo di opere di difesa (recinto fossato spalti porte e ponti). Esso sorse dunque come vero “luogo fortificato”, per cui assunse con l’aspetto anche il nome, non di villa, ma di Borgo S. Martino. Corredato dal marchese anche di un adeguato castello, ben presto prese parte alle vicende politico-militari del marchesato e poi ducato di Monferrato, cui appartenne sotto il dominio diretto degli Aleramici (fino al 1305), dei Paleologi (fino al 1536) e poi dei Gonzaga, ininterrottamente fino al 1708, quando il Monferrato divenne territorio sabaudo.
Quando Casale divenne capitale del Monferrato, crebbe anche l’importanza del Borgo fortificato, dove i marchesi tenevano un forte presidio, ed il suo ricorrente coinvolgimento, difensivo oppure offensivo se cadeva in mano ai nemici. Per tali funzioni, il castello venne ripetutamente smantellato e ricostruito, a seconda delle alterne vicende ed opposte valutazioni del marchese o dei diversi eserciti occupanti, soprattutto nei periodi degli assedi di Casale e delle guerre di successione.

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