Comune Strevi

Informazioni utili per il soggiorno

Strevi
Comune Strevi

piazza Matteotti, 8 - 15019 Strevi (AL)
Tel. +39 (0144) 363.124
Fax: +39 (0144) 372.741
E-mail: anagrafe@comune.strevi.al.it
http://www.comune.strevi.al.it/

Si trova nel cuore delle terre del Moscato rinomato per i vini aromatici Moscato e Brachetto, costituito da due borgate: uno in pianura e l’altro su un dosso collinoso.
Sorta in epoca antica, viene citata per la prima volta in un documento del 991, in cui Ottone III l’assoggettò al vescovato di Acqui. Secondo la leggenda, invece, sarebbe nata dall’azione di insediamento di sette fratelli che scelta la zona come accampamento, e dopo aver bevuto abbondante vino locale, decisero di chiamarla SEPTEM EBBRUM, in riferimento al loro stato.
Diventa comune nel 1259.
Nel 1799, all’arrivo delle truppe francesi, gli strevesi, capeggiati dal dottor Fabrizio Porta, insorsero e inizialmente ebbero la meglio. Ma al successivo attacco dei francesi, il comune capitolò, subendo saccheggi e distruzioni. Nel corso del XVIII secolo divenne possedimento sabaudo.

Oggi, il comune di Strevi, che ha recentemente ottenuto la candidatura per l'inserimento da parte dell'Unesco tra i territori di pregio mondiale, mette a disposizione dei visitatori il castello che, dopo aver subito nel corso dei secoli alcune modifiche strutturali, racchiude ancora il grande scalone e l'imponente camino dei conti Valperga. Le fortificazioni oggi visibili risalgono al XV secolo; all’epoca la comunità strevese viveva prevalentemente all’interno delle mura ed era governata dal Castellano e da tre Consiglieri.
Il Castello, molto rimaneggiato nel corso dei secoli e ora sede municipale e delle scuole, mostra tracce dell’epoca medioevale soprattutto nelle cantine, recentemente restaurate e adibite a museo-enoteca, e nella base di una torre quadrangolare risalente al Seicento. Dal corridoio del piano terra è possibile accedere, attraverso un grande scalone di epoca rinascimentale, ai locali siti al primo piano del palazzo dove si trova l'elegante Sala del Consiglio nella quale è conservato un monumentale camino in pietra fatto installare dai Conti Valperga e recante il loro stemma. In origine il Castello aveva quattro torri angolari di cui rimangono i resti sul lato nord.

Degna di nota anche la chiesa parrocchiale, al cui interno si trova un'abside fatta costruire, in passato, come bastione difensivo. All'interno della chiesa, ristrutturata ed impreziosita dall'architetto Caschi e dal pittore Ivaldi di Ponzone detto "il muto", si può inoltre ammirare una stupenda riproduzione del San Michele Arcangelo di Guido Reni. Nel Borgo inferiore vi è una villa cinquecentesca e la residenza del Vescovo di Acqui risalente al 1700.

In Valle Bagnario si trova la grande panchina Big Bench color giallo Moscato. Da segnalare la produzione di dolciumi, torrone e amaretti.

(immagine estratta dal sito web del comune)

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